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SLUDGE 4.0. – Bioeconomia circolare: dai fanghi biologici a nuovi prodotti avanzati

Il problema dello smaltimento dei fanghi derivanti da depurazione acque rappresenta un’urgenza in ogni paese Europeo. L’emergenza è sia ambientale, che economica. Il recupero sostenibile dei fanghi è necessario per evitare l’inquinamento atmosferico, e dei corsi d’acqua. Tuttavia, in un impianto di depurazione acque, le operazioni di trattamento dei fanghi contribuiscono al 50% dei costi di gestione! Le soluzioni più comunemente proposte, (digestione anaerobica e compostaggio, o incenerimento), presentano alti costi di gestione e contribuiscono a mantenere elevato sia il costo di conferimento dei fanghi, sia l’impatto ambientale di questo settore. La Carbonizzazione Idrotermale (HTC) rappresenta una potenziale rivoluzione. Il processo, che impiega fino ad 8 ore, permette di recuperare il 98% di carbonio contenuto nel fango, trasformandolo in un materiale di alto valore, fonte di carbonio rinnovabile per l’industria, e di nutrienti per l’agricoltura.

Il progetto Sludge 4.0, co-finanziato dal programma regionale FESR 2014-2020, all’interno del bando per la ricerca e lo sviluppo, e coordinato da Acque Industriali, ha un consorzio composto, oltre che da Ingelia Italia, che sarà responsabile della produzione industriale di biocarbone e acqua fertilizzante, dalle università toscane di Pisa, Siena, Firenze, incluse in INSTM e altre società specializzate nel settore (pH, Next genomics, ERGO, Terrelogiche). Il progetto, iniziato il 1 ottobre 2017,  si occuperà proprio di investigare i benefici ottenibili dai prodotti della carbonizzazione idrotermale dei fanghi, ovvero il biocarbone e l’acqua fertilizzante, per una valorizzazione ottimale del ciclo di processo, ed una sostenibilità sociale, economica ed ambientale di questa nuova tecnologia.

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